Controllo busta paga
La tua busta paga è giusta? Controllala gratis
Copia i numeri della busta: controlliamo paga minima del contratto, scatti di anzianità, contributi INPS, IRPEF, detrazioni, cuneo fiscale e le nuove tasse agevolate del 2026. Ti diciamo cosa torna, cosa no e cosa chiedere all’ufficio paghe.
Gratis, senza account, senza caricare documenti
Cosa controlliamo
Copi i numeri dalla busta, noi li confrontiamo con le regole del 2026 e con il tuo contratto collettivo.
La paga del contratto
Paga base, contingenza e scatti di anzianità contro le tabelle 2026 di Commercio, Metalmeccanici industria e Lavoro domestico, per il tuo livello, il part-time e la data di assunzione.
I conti della busta
Che il netto sia davvero le competenze meno le trattenute, e che l’IRPEF trattenuta sia l’IRPEF lorda meno le detrazioni.
Contributi e IRPEF
Il 9,19% dell’INPS (più l’1% oltre 4.685 € al mese), le aliquote 2026 del 23, 33 e 43% e le detrazioni per lavoro dipendente.
Cuneo fiscale e trattamento integrativo
La somma esente fino a 20.000 €, l’ulteriore detrazione fino a 40.000 € e i 1.200 € del trattamento integrativo fino a 15.000 €: se ti spettano e non ci sono, te lo diciamo.
Le tasse agevolate del 2026
Il 5% sugli aumenti del rinnovo del contratto e il 15% su notturni, festivi e turni: due novità che molte buste paga devono ancora applicare.
Cosa chiedere
Per ogni cosa che non torna, la domanda da fare all’ufficio paghe, con le cifre: pronta da copiare in una mail.
Le novità della busta paga 2026
Quello che è cambiato quest’anno, e che è facile trovare sbagliato.
- IRPEF
- 33% tra 28.000 e 50.000 € — dal 1° gennaio 2026; nel 2025 era il 35% (legge 199/2025)
- Aumenti del contratto
- Tassati al 5% — per i rinnovi firmati dal 2024, se nel 2025 hai guadagnato fino a 33.000 €
- Notturni, festivi e turni
- Tassati al 15% — fino a 1.500 € nell’anno, se nel 2025 hai guadagnato fino a 40.000 €
- Commercio
- 1.257,46 € → 1.292,46 € — la paga base del 4° livello sale dal 1° novembre 2026
- Metalmeccanici
- 2.211,43 € al livello C3 — i nuovi minimi dal 1° giugno 2026, dopo il rinnovo del 22 novembre 2025
- Lavoro domestico
- 7,01 € l’ora al livello B — i minimi dal 1° gennaio 2026, per chi non vive in casa
- Buoni pasto elettronici
- Esenti fino a 10 € al giorno — erano 8 €
Le voci della busta paga, spiegate
Ogni programma paghe le chiama a modo suo: qui trovi cosa vuol dire ciascuna, con gli altri nomi che può avere.
La paga
- Retribuzione ordinaria(anche: retribuzione del mese, retribuzione mensile, ore ordinarie)
- La riga principale delle competenze: gli elementi della paga (paga base, contingenza, scatti, superminimo) per il mese. Se ti pagano a mese è di solito la paga intera, qualunque sia il numero dei giorni; se ti pagano a ore è ore pagate × paga oraria. Le assenze non pagate la abbassano.
- Paga base(anche: minimo tabellare, minimo contrattuale, retribuzione base)
- Il minimo che il contratto collettivo (CCNL) fissa per il tuo livello, per un mese a tempo pieno. Cresce con i rinnovi del contratto; se sei part-time è in proporzione. È la prima cosa da controllare: non può essere più bassa della tabella del tuo livello.
- Contingenza(anche: indennità di contingenza, ex contingenza)
- Una parte fissa della paga, ferma dal 1992 e uguale per tutti quelli dello stesso livello. Nel contratto del Commercio è una voce a sé; nei Metalmeccanici è già dentro il minimo.
- EDR(anche: elemento distinto della retribuzione)
- Un importo fisso di 10,33 € al mese nato nel 1992. In molti contratti è stato poi assorbito nella paga base o nella contingenza; nel Commercio il 7° livello ha ancora un EDR di 5,16 €.
- Terzo elemento(anche: terzo elemento provinciale)
- Nel Commercio, un piccolo importo che cambia da provincia a provincia (pochi euro al mese), deciso dagli accordi locali.
- Scatti di anzianità(anche: aumenti periodici di anzianità, APA, anzianità)
- Aumenti che maturano restando nella stessa azienda: nel Commercio uno ogni 3 anni, fino a 10; nei Metalmeccanici uno ogni 2 anni, fino a 5. L’importo dipende dal livello e si paga dal mese dopo quello in cui si compie il periodo.
- Superminimo(anche: superminimo individuale, superminimo assorbibile, assegno ad personam)
- Una somma in più rispetto al minimo, decisa dall’azienda o concordata con te. Se è “assorbibile”, gli aumenti del contratto possono mangiarla: la paga totale resta uguale ma la paga base sale. Nel Commercio gli aumenti del rinnovo 2024 non sono assorbibili.
- Indennità di funzione(anche: indennità quadri, indennità di funzione quadri)
- Un importo mensile in più che il contratto dà ai quadri.
- Straordinario(anche: lavoro straordinario, ore straordinarie, supplementare)
- Le ore oltre l’orario normale, pagate con una maggiorazione che fissa il contratto (nel Commercio il 15% dalla 41ª alla 48ª ora settimanale, il 20% oltre). Per i part-time le ore in più entro il tempo pieno si chiamano “supplementari”.
- Maggiorazioni notturne, festive e turni(anche: notturno, festivo, lavoro festivo)
- Le somme in più per il lavoro di notte, nei festivi, nei giorni di riposo, a turni o in reperibilità. Nel 2026 sono tassate al 15% invece che con l’IRPEF, fino a 1500 € nell’anno, se nel 2025 hai guadagnato fino a 40.000 € (non vale per alberghi, bar e ristoranti).
- Tredicesima(anche: 13ª, 13a mensilità, gratifica natalizia)
- Una mensilità in più, pagata a dicembre. Matura un dodicesimo per ogni mese lavorato: se entri o esci a metà anno ne ricevi solo una parte. Spetta a tutti i dipendenti, anche a colf e badanti.
- Quattordicesima(anche: 14ª, 14a mensilità)
- Una mensilità in più, di solito a luglio, prevista solo da alcuni contratti: c’è nel Commercio e nel Turismo, non nei Metalmeccanici né nel lavoro domestico.
- Ratei(anche: rateo, ratei tredicesima, ratei quattordicesima)
- Le quote che maturano ogni mese di tredicesima, quattordicesima, ferie e permessi. Nell’ultima busta ti pagano quelle maturate e non ancora ricevute.
- Premio di risultato(anche: premio di produttività, PDR, premio aziendale)
- Un premio legato ai risultati dell’azienda, previsto da un accordo aziendale o territoriale. Nel 2026 è tassato all’1% fino a 5.000 €, se l’anno prima hai guadagnato fino a 80.000 €.
- Arretrati e una tantum(anche: arretrati contrattuali, arretrati rinnovo, differenze retributive)
- Quando un contratto si rinnova in ritardo, gli aumenti dei mesi già passati arrivano tutti insieme come arretrati, oppure come una somma fissa “una tantum”. Pagano i contributi; gli arretrati degli anni prima sono tassati a parte (tassazione separata), non con l’IRPEF del mese.
- Indennità di vacanza contrattuale(anche: IVC, vacanza contrattuale)
- Quando il contratto collettivo è scaduto e il rinnovo tarda, alcuni contratti prevedono un piccolo importo mensile in attesa degli aumenti. Di solito sparisce, assorbito, quando arrivano gli aumenti del rinnovo.
- Altre indennità(anche: indennità di cassa, maneggio denaro, indennità maneggio denaro)
- Importi che il contratto o l’azienda aggiungono per una condizione del lavoro: per esempio l’indennità di cassa o di maneggio denaro per chi tiene la cassa, o quelle per i lavori disagiati. Pagano contributi e tasse come la paga.
- Vitto e alloggio(anche: indennità di vitto e alloggio, indennità vitto, indennità alloggio)
- Nel lavoro domestico, quando la famiglia non ti dà i pasti o l’alloggio che ti spettano (per esempio durante le ferie, se vivi in casa) li paga in soldi, con importi giornalieri che il contratto aggiorna ogni anno.
Ore, ferie e assenze
- Ferie(anche: ferie godute, ferie maturate, ferie residue)
- La busta mostra le ferie maturate nel mese, quelle godute e quelle che ti restano. Per legge almeno 4 settimane l’anno; nel Commercio 26 giorni lavorativi, nel lavoro domestico 26 giorni. Le ferie non godute non si pagano finché lavori: solo quando il rapporto finisce.
- ROL e permessi(anche: riduzione orario di lavoro, permessi retribuiti, PAR)
- Ore di permesso pagate che il contratto ti dà ogni anno: nel Commercio 56 ore nelle aziende fino a 15 dipendenti, 72 sopra; nei Metalmeccanici 104 ore (PAR). In busta vedi quelle maturate, godute e residue.
- Festività(anche: festività goduta, festività retribuita, festività non goduta)
- Le feste nazionali e quella del patrono sono pagate anche se non lavori. Se ti pagano a mese di solito sono già dentro la paga del mese; se ti pagano a ore compaiono a parte. Se la festa cade di domenica, chi è pagato a mese riceve una giornata di paga in più; se la lavori, ti spetta la maggiorazione del contratto.
- Ex festività(anche: festività soppresse, festività abolite)
- Permessi pagati che sostituiscono alcune feste abolite nel 1977 (nel Commercio 32 ore l’anno). Se non li usi, di solito te li pagano.
- Malattia(anche: indennità di malattia, malattia INPS, integrazione malattia)
- Nei giorni di malattia una parte della paga la anticipa l’azienda per conto dell’INPS e una parte la aggiunge l’azienda secondo il contratto. I primi tre giorni (“carenza”) li paga solo l’azienda, se il contratto lo prevede.
- Maternità e congedi(anche: congedo di maternità, congedo parentale, paternità)
- Le indennità per maternità, paternità e congedo parentale sono dell’INPS: l’azienda di solito le anticipa in busta e le recupera dai contributi. Nel Commercio l’azienda integra la maternità obbligatoria fino al 100%.
- Infortunio(anche: INAIL, indennità infortunio)
- Se ti fai male lavorando, l’indennità è dell’INAIL; il contratto può prevedere che l’azienda la integri. In busta la vedi tra le competenze.
- Permessi L. 104(anche: legge 104, L.104, permessi 104)
- Tre giorni al mese di permesso pagato per assistere un familiare con disabilità grave; chi ha una disabilità grave può scegliere anche 2 ore al giorno. Li paga l’INPS: l’azienda li anticipa in busta e li recupera dai contributi.
- Cassa integrazione(anche: CIG, CIGO, integrazione salariale)
- Se l’azienda riduce o sospende il lavoro, le ore ferme le paga l’INPS: circa l’80% della paga, fino a un massimo mensile. Di solito l’azienda la anticipa in busta; a volte la paga l’INPS direttamente. Su queste somme si trattiene un contributo del 5,84%.
- Assenze non pagate(anche: assenze non retribuite, permesso non retribuito, aspettativa)
- Ore o giorni di assenza che non sono pagati: un permesso non retribuito, un’aspettativa, uno sciopero, un ritardo. In busta li vedi come una trattenuta, oppure come una paga del mese più bassa. Controlla che siano quelli che ricordi.
- Banca ore e riposi compensativi(anche: riposi compensativi, recupero ore, ore a recupero)
- Alcuni contratti permettono di mettere da parte le ore di straordinario o di flessibilità in una banca ore, da usare poi come riposo; quelle che non usi entro i termini del contratto vanno pagate. In busta vedi le ore maturate, godute e residue.
I contributi
- Imponibile previdenziale(anche: imponibile INPS, imponibile contributivo, retribuzione imponibile)
- La parte della paga su cui si calcolano i contributi INPS: quasi tutte le competenze, arrotondate all’euro. Ne restano fuori alcune voci, come i rimborsi spese e i buoni pasto entro i limiti.
- Contributi a carico del dipendente(anche: contributi IVS, contributo FPLD, contributi INPS)
- La tua quota dei contributi per la pensione: il 9,19% dell’imponibile INPS (il 5,84% per gli apprendisti), più l’1% sulla parte di paga oltre 4.685 € al mese nel 2026. L’azienda, per conto suo, ne versa più del doppio.
- CIGS e FIS(anche: contributo CIGS, FIS, fondo integrazione salariale)
- Piccole quote (pochi decimali di punto) per la cassa integrazione o per il fondo che la sostituisce: lo 0,30% per la CIGS nelle aziende che la versano, una parte del FIS nelle altre.
- Contributi INPS del lavoro domestico(anche: contributi colf, contributi INPS colf, contributi badante)
- Nel lavoro domestico i contributi INPS non sono una percentuale: sono un importo per ogni ora pagata, che dipende dalla paga oraria e dalle ore a settimana. La famiglia li versa ogni tre mesi e può trattenerti la tua parte, circa un quarto.
- Cassa Colf(anche: CassaColf, contributo Cassa Colf, assistenza contrattuale)
- Nel lavoro domestico, un contributo di pochi centesimi per ogni ora pagata, in parte a carico tuo: va alla Cassa Colf, che rimborsa alcune spese sanitarie.
Le tasse
- Imponibile fiscale(anche: imponibile IRPEF, imponibile fiscale mese, reddito imponibile)
- La paga su cui si calcolano le tasse: l’imponibile INPS meno i contributi, e meno quello che va in un fondo pensione o in un fondo sanitario del contratto.
- IRPEF lorda(anche: imposta lorda, IRPEF lorda mese)
- Le tasse prima delle detrazioni. Nel 2026 le aliquote sono 23% fino a 28.000 € l’anno, 33% da 28.000 a 50.000 € (nel 2025 era il 35%) e 43% sopra. In busta si applicano al mese: un dodicesimo di ogni scaglione.
- Detrazioni per lavoro dipendente(anche: detrazioni lavoro dipendente, detrazioni art. 13, detrazioni d’imposta)
- Uno sconto sulle tasse che spetta a chi lavora come dipendente: 1.955 € l’anno fino a 15.000 € di reddito, poi scende fino a zero a 50.000 €. In busta ne vedi la quota del mese, calcolata sul reddito che l’azienda prevede per l’anno.
- Detrazioni per familiari a carico(anche: detrazioni familiari, carichi di famiglia, detrazioni coniuge)
- Spettano per il coniuge a carico, per i figli dai 21 ai 29 anni (per i più piccoli c’è l’assegno unico, pagato dall’INPS e non in busta) e, dal 2025, tra gli altri familiari solo per i genitori che vivono con te. Le chiedi con un modulo all’azienda.
- Ulteriore detrazione del cuneo fiscale(anche: ulteriore detrazione, detrazione L. 207/2024, cuneo fiscale)
- Uno sconto sulle tasse in più per chi guadagna tra 20.000 e 40.000 € l’anno: 1.000 € fino a 32.000 €, poi scende fino a zero. In busta lo vedi diviso nei mesi. Lo applica l’azienda senza bisogno di chiederlo.
- Somma esente del cuneo fiscale(anche: somma esente, bonus cuneo fiscale, somma L. 207/2024)
- Per chi guadagna fino a 20.000 € l’anno, una somma in più che non paga tasse: il 7,1% della paga fino a 8.500 €, il 5,3% fino a 15.000 €, il 4,8% fino a 20.000 €. La trovi tra le competenze. Spetta in automatico.
- Trattamento integrativo(anche: ex bonus Renzi, bonus 100 euro, TIR)
- Fino a 15.000 € di reddito, 1.200 € l’anno (circa 100 € al mese) in più in busta, se le tasse superano le detrazioni. Tra 15.000 e 28.000 € spetta solo in alcuni casi (per esempio con figli a carico o un mutuo), e spesso arriva con il conguaglio.
- IRPEF netta(anche: ritenuta IRPEF, IRPEF trattenuta, imposta netta)
- Le tasse che ti trattengono davvero: l’IRPEF lorda meno tutte le detrazioni. Non può essere sotto zero.
- Addizionale regionale(anche: add. regionale, addizionale regionale IRPEF)
- Una tassa in più per la regione, tra l’1,23% e il 3,33% del reddito. Si paga l’anno dopo: quella del 2025 te la trattengono nel 2026, a rate da gennaio-febbraio a novembre. Per questo non dipende dalla paga di questo mese.
- Addizionale comunale(anche: add. comunale, addizionale comunale IRPEF, acconto addizionale comunale)
- Una tassa in più per il comune, di solito fino allo 0,8%. Il saldo dell’anno prima si paga a rate fino a novembre; in più, da marzo a novembre, c’è un acconto del 30% sull’anno in corso. Conta il comune dove abitavi il 1° gennaio.
- Imposta sostitutiva 5% e 15%(anche: imposta sostitutiva, detassazione, detassazione rinnovo)
- Tasse agevolate del 2026 al posto dell’IRPEF: il 5% sugli aumenti dei rinnovi dei contratti firmati dal 2024 (se nel 2025 hai guadagnato fino a 33.000 €) e il 15% su notturni, festivi, turni e reperibilità (fino a 40.000 €). Puoi rinunciarci solo per iscritto.
- Conguaglio(anche: conguaglio fiscale, conguaglio di fine anno, conguaglio IRPEF)
- A dicembre (o nell’ultima busta, se il lavoro finisce) l’azienda rifà i conti delle tasse su tutto l’anno: se ti ha trattenuto troppo te lo restituisce, se troppo poco te lo trattiene. Per questo la busta di dicembre è diversa dalle altre.
- Rimborso o trattenuta 730(anche: 730, rimborso 730, credito 730)
- Se hai fatto il 730, il risultato arriva in busta: il rimborso di solito da luglio, il debito a rate fino a novembre. Non sono errori della busta: è la tua dichiarazione dei redditi.
Le altre voci
- TFR(anche: trattamento di fine rapporto, liquidazione, quota TFR)
- La liquidazione: ogni anno si accantona la paga dell’anno divisa per 13,5, meno lo 0,50% che va al fondo di garanzia dell’INPS, e si rivaluta dell’1,5% più il 75% dell’inflazione. Te la pagano quando il lavoro finisce, oppure va al fondo pensione se l’hai scelto.
- Fondo pensione(anche: previdenza complementare, Fondo Fonte, Cometa)
- Se hai aderito a un fondo pensione, in busta vedi la tua quota, quella dell’azienda e il TFR che ci va. La tua quota abbassa le tasse. Dal 1° luglio 2026 chi viene assunto è iscritto in automatico, salvo rinuncia entro 60 giorni.
- Ente bilaterale e sanità integrativa(anche: EBT, ente bilaterale, Fondo Est)
- Piccole trattenute previste dal contratto per l’ente bilaterale del settore e per il fondo sanitario (per esempio Fondo Est nel Commercio, metaSalute nei Metalmeccanici), che ti rimborsa visite ed esami.
- Trattenuta sindacale(anche: quota sindacale, contributo sindacale, delega sindacale)
- La quota di iscrizione al sindacato, trattenuta solo se l’hai firmata tu con una delega.
- Buoni pasto(anche: ticket restaurant, buono pasto, mensa)
- Non pagano tasse né contributi fino a 10 € al giorno se elettronici (dal 2026) e 4 € se di carta. Sopra quei limiti la parte in più è tassata.
- Fringe benefit(anche: benefit, welfare, auto aziendale)
- Beni e servizi che l’azienda ti dà al posto dei soldi (buoni, auto, rimborsi di bollette, affitto o mutuo). Nel 2026 sono esenti fino a 1.000 € l’anno, o 2.000 € se hai figli a carico.
- Rimborsi spese e trasferte(anche: rimborso spese, trasferta, indennità di trasferta)
- Quello che l’azienda ti restituisce per spese di lavoro. I rimborsi documentati non pagano tasse; le indennità forfettarie di trasferta sono esenti fino a certi limiti.
- Cessione del quinto e pignoramento(anche: cessione del quinto, delegazione di pagamento, pignoramento)
- Rate di un prestito o somme pignorate, trattenute dall’azienda e versate a chi ti ha prestato i soldi o al creditore. La cessione del quinto non può superare un quinto dello stipendio netto.
- Anticipi e acconti(anche: anticipo, acconto, anticipo stipendio)
- Soldi che hai già ricevuto prima della busta: vengono tolti dal netto del mese.
- Preavviso(anche: indennità sostitutiva del preavviso, mancato preavviso, indennità di mancato preavviso)
- Quando il lavoro finisce, chi lo interrompe deve dare un preavviso lungo quanto dice il contratto. Se l’azienda ti licenzia senza fartelo lavorare ti paga l’indennità sostitutiva; se ti dimetti senza rispettarlo, la stessa somma ti può essere trattenuta. Alla scadenza di un contratto a termine il preavviso non c’è.
- Arrotondamento(anche: arrotondamento mese, arrotondamento mese precedente, arr. att.)
- Pochi centesimi aggiunti per arrivare a un netto tondo e tolti il mese dopo. Non sono soldi in più né in meno.
- Netto in busta(anche: netto del mese, netto a pagare, netto da pagare)
- Quello che ricevi sul conto: il totale delle competenze meno il totale delle trattenute.
Se qualcosa non torna
- Ricontrolla di aver copiato bene i numeri e il livello: la maggior parte delle differenze nasce lì.
- Chiedi all’ufficio paghe o al consulente del lavoro dell’azienda: hai diritto a una busta paga che indichi ogni voce (legge 4/1953).
- Se la risposta non ti convince, un sindacato o un patronato ti aiuta a rifare i conti.
- Per i soldi non pagati puoi chiedere l’intervento dell’Ispettorato del lavoro: è gratis, e spesso si chiude con un accordo davanti all’ispettore.
- Hai tempo: per i dipendenti privati le differenze di stipendio si chiedono fino a 5 anni dalla fine del rapporto di lavoro.
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Domande frequenti sulla busta paga
Come faccio a sapere se la mia busta paga è giusta?
Controlla tre cose: che la paga base non sia sotto il minimo del tuo livello nel contratto collettivo, che gli scatti di anzianità ci siano tutti e che tasse e contributi siano calcolati con le regole dell’anno. Il nostro controllo lo fa per te sui numeri che copi dalla busta.
Quali contratti conoscete?
Per ora abbiamo le tabelle 2026 del Commercio, Terziario Confcommercio, dei Metalmeccanici industria (Federmeccanica) e del Lavoro domestico (colf e badanti). Con un altro contratto controlliamo comunque netto, contributi, IRPEF, detrazioni e cuneo fiscale.
Devo caricare la busta paga?
No, puoi copiare tu i numeri che ti chiediamo: il controllo gira sul tuo dispositivo. Se preferisci, carica una foto o il PDF e i numeri li leggiamo noi: la busta la legge un servizio di intelligenza artificiale e non la conserviamo, i numeri restano sul tuo dispositivo. Prima ti chiediamo il consenso, perché la busta contiene dati delicati come la trattenuta del sindacato o i giorni di malattia.
Cos’è il cuneo fiscale in busta paga?
Dal 2025 chi guadagna fino a 20.000 € l’anno riceve una somma esente da tasse (dal 7,1% al 4,8% della paga), e chi guadagna tra 20.000 e 40.000 € un’ulteriore detrazione fino a 1.000 € l’anno. Le applica l’azienda in automatico, senza bisogno di chiederle.
Cos’è la tassa al 5% sugli aumenti del contratto?
Nel 2026 gli aumenti dei rinnovi dei contratti collettivi firmati dal 2024 in poi si tassano al 5% invece che con l’IRPEF, se nel 2025 il tuo reddito da lavoro dipendente è stato fino a 33.000 €. Vale anche per gli aumenti che erano già partiti prima del 2026. L’azienda la applica senza bisogno di chiederla.
Perché la busta di dicembre è diversa?
Perché a dicembre (o nell’ultima busta, se il lavoro finisce) l’azienda fa il conguaglio: rifà i conti delle tasse su tutto l’anno e restituisce o trattiene la differenza. Spesso c’è anche la tredicesima. Per questo il nostro controllo, in quei mesi, salta le verifiche sulle tasse del mese.
Gli scatti di anzianità come si calcolano?
Dipende dal contratto: nel Commercio uno ogni 3 anni nella stessa azienda, fino a 10; nei Metalmeccanici uno ogni 2 anni, fino a 5. L’importo cambia con il livello. Si pagano dal mese dopo quello in cui si compie il periodo.
Se la busta paga è sbagliata, cosa posso fare?
Prima chiedi spiegazioni all’ufficio paghe; se non basta, un sindacato o un patronato ti aiuta a rifare i conti e puoi chiedere l’intervento dell’Ispettorato del lavoro, gratis. Per i dipendenti privati le differenze si possono chiedere fino a 5 anni dalla fine del rapporto.
NonViPago chiede i soldi al posto mio?
No. Ti diciamo cosa torna e cosa no e ti diamo le domande da fare; la richiesta la fai tu, oppure con l’aiuto gratuito di un sindacato, di un patronato o dell’Ispettorato del lavoro.
Il servizio costa qualcosa?
No. È gratuito e non serve creare un account.
Fonti ufficiali
Contenuti verificati il 5 ottobre 2026. Le regole possono cambiare e ogni busta paga dipende dagli accordi e dalle presenze del mese.
- Legge 199/2025, la legge di bilancio 2026 — Normattiva
- Agenzia delle Entrate, circolare 4/E del 2025 — detrazioni, cuneo fiscale, trattamento integrativo
- Agenzia delle Entrate, circolare 2/E del 2026 — aumenti contrattuali al 5% e maggiorazioni al 15%
- INPS, circolare 6 del 2026 — soglie e massimali dei contributi 2026
- CNEL, archivio nazionale dei contratti collettivi
- Ministero del Lavoro, tabella dei minimi del lavoro domestico 2026
- Codice civile, art. 2948 — la prescrizione in cinque anni
La tua busta paga è giusta?
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