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Come fare ricorso a una multa

Ricorso al Prefetto entro 60 giorni o al Giudice di Pace entro 30: termini, costi, motivi validi, cosa scrivere e allegare, cosa succede se viene respinto.

Aggiornato il · Revisionato da Michelangelo Luzi

Per fare ricorso contro una multa hai due strade alternative: il ricorso al Prefetto, entro 60 giorni dalla notifica e senza costi, oppure il ricorso al Giudice di Pace, entro 30 giorni, con un contributo unificato a partire da 43 €. In entrambi i casi si può fare tutto online — e prima di scegliere conviene verificare se nel verbale c’è davvero un vizio che renda il ricorso conveniente.

RicorsoTermineCostoSe viene respinto
Prefetto60 giorni dalla notificaGratuitoAlmeno il doppio del minimo
Giudice di Pace30 giorni dalla notificaContributo unificato da 43 €Sanzione fra minimo e massimo, più le spese

Quando conviene fare ricorso

Un ricorso ha senso quando c’è un vizio concreto, non quando la multa è semplicemente sgradita. I motivi che più spesso portano all’annullamento sono:

Non sono motivi di ricorso, invece, «non ho visto il cartello», «ero appena sopra il limite», «avevo fretta» o «la multa è troppo alta»: il ricorso contesta la legittimità dell’accertamento, non la sua opportunità. Con un motivo così il verbale viene confermato e la somma aumenta.

Prefetto o Giudice di Pace: come scegliere

Le due strade sono alternative: scelta una, l’altra è preclusa per lo stesso verbale (articolo 204-bis del Codice della Strada). Resta però un secondo grado: se il Prefetto respinge il ricorso, la sua ordinanza-ingiunzione si può impugnare davanti al Giudice di Pace entro 30 giorni.

La regola pratica: se il vizio si legge dai documenti — notifica tardiva, errori del verbale, segnaletica fotografata — il Prefetto è la strada più economica. Se invece devi provare come sono andati i fatti, con testimoni o una perizia, serve il giudice.

Ricorso al Prefetto: come funziona

Si presenta entro 60 giorni dalla notifica, via PEC o raccomandata, al Prefetto del luogo della violazione oppure all’organo che ha emesso il verbale (che lo trasmette al Prefetto). Non ha costi. Nel ricorso puoi chiedere di essere sentito di persona e allegare i documenti che provano il vizio (articolo 203).

L’organo accertatore trasmette gli atti al Prefetto entro 60 giorni, con le proprie osservazioni. Il Prefetto decide entro 120 giorni dalla ricezione e notifica la decisione entro 150 giorni dalla sua adozione (articolo 204). Se non decide entro i termini di legge, il ricorso si intende accolto; se invece lo respinge, emette un’ordinanza-ingiunzione con un importo almeno doppio rispetto al minimo, più le spese: si paga entro 30 giorni oppure si impugna davanti al Giudice di Pace entro lo stesso termine (articolo 205).

Ricorso al Giudice di Pace: come funziona

Si deposita entro 30 giorni dalla notifica (60 se risiedi all’estero), a pena di inammissibilità, presso il Giudice di Pace del luogo della violazione, anche per posta o telematicamente (articolo 7 del decreto legislativo 150/2011). Il contributo unificato è di 43 € per le multe fino a 1.100 € e di 98 € oltre. Per le multe non è obbligatorio farsi assistere da un avvocato: puoi stare in giudizio da solo.

Il giudice fissa un’udienza e convoca l’ente che ha fatto la multa, che può difendersi con i propri funzionari. Un punto che sorprende molti: il verbale fa piena prova, fino a querela di falso, dei fatti che l’agente dichiara di aver visto o compiuto; non fa prova delle sue valutazioni né di ciò che ha solo dedotto. Per questo il ricorso funziona sui vizi e sulle circostanze provabili, non su un racconto alternativo.

Il giudice può annullare il verbale, confermarlo o rideterminare l’importo; in caso di rigetto fissa la sanzione fra il minimo e il massimo previsti e può mettere a carico le spese di giudizio. Se non ti presenti alla prima udienza senza un impedimento legittimo, il verbale viene convalidato. La sentenza si può appellare davanti al Tribunale.

Cosa allegare

Dove e come consegnare il tutto — PEC, raccomandata, cancelleria — è spiegato in come depositare il ricorso.

I tempi, dalla notifica alla decisione

Gli errori che fanno perdere il ricorso

  1. Pagare «per sicurezza» prima di ricorrere. Il pagamento in misura ridotta definisce la violazione: il ricorso diventa inammissibile.
  2. Fare entrambi i ricorsi. Sono alternativi: il secondo viene dichiarato inammissibile.
  3. Sbagliare il termine. 30 giorni per il giudice, 60 per il Prefetto, contati dalla notifica. Un ricorso fuori termine non viene esaminato, qualunque sia il motivo.
  4. Il ricorso generico. «Non ero io», «non ho visto il cartello»: senza la norma e la prova non è un motivo, e la somma aumenta.
  5. Non presentarsi in udienza davanti al Giudice di Pace: il verbale viene convalidato.
  6. Sbagliare destinatario o indirizzo PEC. Il ricorso al giudice del luogo sbagliato non decade, ma fa perdere mesi; una PEC all’indirizzo sbagliato può far perdere il termine.

Quanto costa fare ricorso

Il ricorso al Prefetto è gratuito; quello al Giudice di Pace costa il contributo unificato (da 43 €). Con NonViPago l’analisi del verbale è gratuita e, se decidi di procedere, il ricorso preparato per te costa il 15% dell’importo della multa, con un minimo di 5,99 € e un massimo di 45,99 € (sopra i 300 € di multa la pratica passa alla revisione del team, senza checkout automatico); per i ricorsi al Prefetto possiamo occuparci noi anche del deposito per 5 € in più. Tutti i dettagli nella pagina prezzi.

Cosa succede dopo

Presentato il ricorso, la sanzione non va pagata: si attende la decisione. Se il ricorso viene accolto il verbale è annullato e non devi nulla; se viene respinto, paghi l’importo stabilito dalla decisione. Per questo l’analisi preventiva conta: contestare conviene solo quando le probabilità giustificano il rischio, e te lo diciamo prima.

Dopo un rigetto del Prefetto puoi ancora opporti all’ordinanza davanti al Giudice di Pace; dopo un rigetto del Giudice di Pace resta l’appello al Tribunale. Se invece lasci passare i termini senza pagare, la somma viene iscritta a ruolo e arriva una cartella: a quel punto si contesta la cartella, non più il verbale.

Riferimenti normativi

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere di un professionista abilitato sul singolo caso.

Guide correlate

Domande frequenti

Ricorso al Prefetto o al Giudice di Pace: quale conviene?

Sono alternativi: scelta una strada, l’altra è preclusa. Il Prefetto è gratuito, ha un termine di 60 giorni e decide solo sui documenti; se respinge, l’ordinanza-ingiunzione non può essere inferiore al doppio del minimo edittale (art. 204 CdS). Il Giudice di Pace costa il contributo unificato (da 43 euro), va adito entro 30 giorni, prevede un’udienza in cui si possono chiedere la sospensione del verbale e l’ascolto di testimoni; in caso di rigetto la sanzione è fissata tra il minimo e il massimo (art. 7 D.Lgs. 150/2011).

Posso fare ricorso se ho già pagato la multa?

No. Il pagamento in misura ridotta (art. 202 CdS) definisce la violazione e rende il ricorso inammissibile; vale anche per il pagamento scontato del 30% entro 5 giorni. Se vuoi contestare, non pagare: con il ricorso presentato nei termini il verbale non diventa titolo esecutivo finché non arriva la decisione.

La multa raddoppia se il ricorso viene respinto?

Davanti al Prefetto sì, come minimo: l’ordinanza-ingiunzione fissa una somma non inferiore al doppio del minimo edittale, più le spese di notifica (art. 204, comma 1, CdS). Davanti al Giudice di Pace il rigetto porta a una sanzione compresa tra il minimo e il massimo previsti per la violazione e alle eventuali spese del giudizio.

Serve un avvocato per fare ricorso contro una multa?

No, in nessuna delle due strade. Al Prefetto si scrive personalmente; nelle opposizioni a sanzione amministrativa davanti al Giudice di Pace la parte può stare in giudizio da sola (D.Lgs. 150/2011, artt. 6 e 7). Un avvocato resta utile quando l’importo è alto o la prova è complessa.

Quanto tempo ci vuole per avere la decisione?

Prefetto: l’organo accertatore trasmette gli atti entro 60 giorni, il Prefetto decide entro 120 giorni dalla ricezione e notifica l’ordinanza entro 150 giorni dalla sua adozione (artt. 203 e 204 CdS); se i termini passano senza decisione il ricorso si intende accolto. Giudice di Pace: dipende dal carico dell’ufficio, da pochi mesi a oltre un anno.

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