La multa per l’accesso in ZTL si può contestare quando la zona non era segnalata come prescrive il regolamento, il varco non era in regola, avevi titolo per entrare o il verbale è arrivato fuori termine. È una delle multe più contestate d’Italia anche perché arriva a chi non abita in città — turisti, pendolari, clienti di alberghi — e spesso arriva in serie. Non toglie punti, ma si paga per ogni passaggio.
I motivi validi per contestare una multa ZTL
- segnaletica assente, illeggibile o contraddittoria: nessun segnale di ZTL al varco, orari non indicati o diversi da quelli dell’ordinanza, cartello coperto;
- varco non segnalato o non autorizzato: l’impianto di controllo non risulta autorizzato dal Ministero o il verbale non ne indica gli estremi;
- titolo di accesso valido: permesso di residente, contrassegno per disabili, autorizzazione dell’albergo non registrati correttamente;
- ZTL non attiva in quel giorno o in quell’orario secondo l’ordinanza comunale;
- stato di necessità documentato;
- notifica oltre 90 giorni dall’accertamento (come si calcola).
La segnaletica della ZTL
Il Comune istituisce la zona a traffico limitato con una delibera, in base all’art. 7 del Codice della Strada, e deve renderla riconoscibile sulla strada. L’art. 135 del regolamento di esecuzione prescrive il segnale di “zona a traffico limitato” a ogni accesso, con il pannello che indica giorni, orari e categorie esentate. Il segnale deve essere leggibile, coerente con l’ordinanza e collocato dove chi guida può ancora scegliere un’altra strada.
Se il cartello manca, riporta orari diversi da quelli in cui sei passato, è coperto o è posizionato oltre il punto in cui si poteva svoltare, la multa è contestabile. La prova è fotografica: scatta le foto del varco e dei cartelli appena puoi, e chiedi al Comune copia dell’ordinanza istitutiva per confrontare gli orari.
Il varco elettronico
I varchi con telecamera sono regolati dall’art. 17, comma 133-bis, della legge 127/1997 e dal d.P.R. 250/1999: l’impianto deve essere autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture, la segnaletica deve avvertire che il varco è controllato elettronicamente e il verbale deve riportare gli estremi dell’autorizzazione. Dove è installato un pannello a messaggio variabile, lo stato “varco attivo” o “non attivo” deve corrispondere agli orari dell’ordinanza: un pannello spento o che indica “varco non attivo” mentre la telecamera registra è un vizio documentabile.
Permesso valido, targa non registrata
È il caso più frequente tra residenti, clienti di alberghi e titolari di contrassegno per disabili: il titolo per entrare c’era, ma la targa non era nella lista autorizzata. Il contrassegno disabili, in particolare, dà diritto ad accedere alle ZTL (art. 381 del regolamento), ma la targa va comunicata al Comune — oggi in molti casi tramite il registro nazionale dei contrassegni — perché il varco la riconosca.
Prima del ricorso, controlla il regolamento comunale: molti Comuni consentono di regolarizzare il passaggio comunicando la targa entro un certo numero di giorni, oppure annullano il verbale in autotutela su semplice richiesta con copia del permesso. Se il Comune rifiuta, il permesso valido alla data del passaggio è la prova da allegare al ricorso.
Tante multe notificate insieme
Chi entra in ZTL senza saperlo tende a rientrare ogni giorno finché non arriva la prima multa: per questo i verbali spesso arrivano a pacchetti. La legge non prevede uno sconto automatico: ogni passaggio è una violazione autonoma e il cumulo previsto dall’art. 198 del Codice non si applica ad accessi in giorni diversi. Due cose però vanno verificate verbale per verbale:
- il termine di 90 giorni per la notifica, che decorre per ciascun passaggio dal suo accertamento: i verbali più vecchi del pacchetto sono spesso fuori termine;
- la buona fede: se il Comune ha lasciato accumulare decine di passaggi prima di notificare il primo, molti Giudici di Pace riconoscono che chi guidava non poteva sapere di violare il divieto e annullano o riducono i verbali successivi al primo.
Accesso per emergenza
L’art. 4 della legge 689/1981 esclude la sanzione per chi ha commesso la violazione in stato di necessità: un’emergenza sanitaria, il trasporto di una persona in pericolo, una situazione che non lasciava alternative. Conta la prova: il referto del pronto soccorso con un orario compatibile con il passaggio, un certificato medico, la denuncia. Senza documenti, la sola dichiarazione raramente basta.
Termini e come fare ricorso
Dalla notifica hai 60 giorni per il ricorso al Prefetto (gratuito; se respinto l’importo può raddoppiare) oppure 30 giorni per il ricorso al Giudice di Pace (contributo unificato da 43 €). Le due strade sono alternative, e pagare la multa chiude ogni possibilità di ricorso. Per le multe ZTL ricevute in serie conviene agire sull’intero pacchetto entro il termine del verbale notificato per primo. Termini, costi e cosa succede dopo sono spiegati nella guida Come fare ricorso a una multa; per il deposito, PEC, raccomandata o consegna a mano.
Prima di scegliere conviene verificare se nel verbale c’è davvero un vizio: carichi la multa, l’analisi è gratuita e paghi solo se decidi di procedere.
