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Multa revisione scaduta: quando si può contestare

La revisione scade alla fine del mese, non il giorno dell’anniversario; la revisione fatta ma non registrata; il veicolo fermo in area privata. Cosa prevede l’art. 80 del Codice, cosa succede dopo la multa e quando fare ricorso.

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La multa per revisione scaduta si può contestare quando la revisione in realtà non era scaduta — è il caso del mese di scadenza —, quando era stata fatta ma non registrata, o quando il veicolo non era in circolazione. È una violazione formale che non toglie punti, ma che blocca l’auto fino alla revisione e diventa seria se ci si fa trovare una seconda volta. Prima di pagare conviene controllare tre date: quella sulla carta di circolazione, quella dell’ultima revisione e quella del verbale.

Quando scade davvero la revisione

L’art. 80 del Codice della Strada fissa la cadenza: prima revisione entro 4 anni dalla prima immatricolazione, poi ogni 2 anni. Il dettaglio che genera più multe sbagliate è il calcolo della scadenza: il termine è la fine del mese in cui cade l’anniversario, non il giorno. Un’auto immatricolata il 10 marzo 2022 va revisionata entro il 31 marzo 2026; se la revisione viene fatta il 5 marzo 2026, la successiva scade comunque il 31 marzo 2028. La data risulta dal tagliando sulla carta di circolazione e dal Portale dell’automobilista.

Per veicoli particolari (autocarri pesanti, autobus, taxi, ambulanze) la cadenza è annuale: il verbale deve applicare quella giusta per la categoria del veicolo.

I motivi validi per contestare

  • multa nel mese di scadenza, prima dell’ultimo giorno del mese;
  • revisione fatta ma non ancora trasmessa alla Motorizzazione;
  • cadenza sbagliata: applicata la cadenza annuale a un veicolo soggetto a quella biennale, o ignorata una proroga di legge;
  • veicolo in area privata, non aperta al pubblico;
  • targa letta male dal dispositivo: veicolo diverso dal tuo;
  • verbale incompleto o errato, notifica oltre 90 giorni (come si calcola).

Revisione fatta ma non registrata

Il centro di revisione trasmette l’esito alla Motorizzazione per via telematica; se la trasmissione fallisce o ritarda, il veicolo risulta non revisionato pur essendolo. È il caso tipico della multa da controllo automatico della targa. La prova è l’esito della revisione con la data, rilasciato dal centro, oppure l’etichetta applicata sulla carta di circolazione. Con quel documento conviene chiedere subito all’organo accertatore l’annullamento in autotutela; se arriva comunque il verbale, lo stesso documento è la prova da allegare al ricorso.

Veicolo fermo: strada o area privata

L’art. 80 sanziona chi circola con la revisione scaduta, e per la giurisprudenza costante la circolazione comprende la sosta su strada pubblica o su area aperta al pubblico: un veicolo non revisionato lasciato in strada è sanzionabile anche se fermo da mesi. Non lo è il veicolo custodito in area privata non accessibile al pubblico — garage, cortile chiuso, terreno recintato. Se il verbale colloca il veicolo in un luogo privato, o la foto lo riprende oltre il cancello, la multa è contestabile. Lo stesso principio vale per l’assicurazione scaduta, spesso contestata nello stesso controllo.

Cosa succede dopo la multa

Insieme alla sanzione in denaro, l’agente annota sulla carta di circolazione che il veicolo è sospeso dalla circolazione fino alla revisione: da quel momento si può guidare solo per portarlo al centro di revisione, nel giorno dell’appuntamento e su quel percorso. Chi viene trovato a circolare con la carta così annotata riceve una sanzione molto più alta e il fermo amministrativo del veicolo. La violazione non comporta decurtazione di punti; in caso di recidiva la sanzione aumenta.

Cosa deve contenere il verbale

Il verbale deve indicare la data di scadenza della revisione che contesta, la data e il luogo in cui il veicolo è stato trovato in circolazione, la targa e gli estremi del controllo. Una data di scadenza sbagliata — per esempio il giorno dell’anniversario invece della fine del mese — o una cadenza errata per la categoria del veicolo sono vizi che si leggono direttamente sul verbale, confrontandolo con la carta di circolazione.

Termini e come fare ricorso

Dalla notifica — o dalla contestazione immediata — hai 60 giorni per il ricorso al Prefetto (gratuito; se respinto l’importo può raddoppiare) oppure 30 giorni per il ricorso al Giudice di Pace (contributo unificato da 43 €). Le due strade sono alternative; nel frattempo conviene comunque fare la revisione, perché l’annotazione di sospensione resta valida fino ad allora. Termini, costi e cosa succede dopo sono spiegati nella guida Come fare ricorso a una multa; per il deposito, PEC, raccomandata o consegna a mano.

Prima di scegliere conviene verificare se nel verbale c’è davvero un vizio: carichi la multa, l’analisi è gratuita e paghi solo se decidi di procedere.

Domande frequenti

Quando scade la revisione?

La prima revisione va fatta entro 4 anni dalla prima immatricolazione, le successive ogni 2 anni (art. 80 del Codice della Strada). La scadenza è la fine del mese: se l’auto è stata immatricolata il 10 marzo 2022, la prima revisione scade il 31 marzo 2026, e la successiva il 31 marzo 2028, qualunque sia il giorno in cui è stata fatta.

Mi hanno multato nel mese di scadenza: è valida?

No, se la multa è stata elevata prima della fine del mese. La revisione scade l’ultimo giorno del mese, non nel giorno dell’anniversario: una multa del 20 marzo per una revisione in scadenza a marzo è contestabile con la sola carta di circolazione.

Ho fatto la revisione ma non risulta: cosa faccio?

Chiedi al centro di revisione copia dell’esito con la data e presenta subito all’organo accertatore una richiesta di annullamento in autotutela, allegandola. Controlla sul Portale dell’automobilista che la revisione risulti registrata; se non lo è, è il centro che deve sistemare la trasmissione.

La multa per revisione scaduta toglie punti?

No: l’art. 80 non prevede decurtazione di punti. Le conseguenze sono la sanzione in denaro, l’annotazione di sospensione dalla circolazione sulla carta di circolazione fino alla revisione e, in caso di recidiva, conseguenze più gravi fino al fermo del veicolo.

Posso guidare dopo la multa?

Solo per portare il veicolo al centro di revisione, nel giorno dell’appuntamento, e solo su quel percorso. Circolare con la carta annotata “sospesa dalla circolazione” per altri motivi comporta una sanzione molto più alta e il fermo del veicolo.

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