Disoccupazione NASpI
Hai perso il lavoro? Scopri se ti spetta la NASpI e quanto prendi
Contratto scaduto, licenziamento o dimissioni per giusta causa: rispondi a qualche domanda e ti diciamo se la NASpI ti spetta, quanto prendi al mese, per quanti mesi e entro quando fare domanda all’INPS.
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La NASpI, in breve
È l’indennità di disoccupazione che l’INPS paga ogni mese ai dipendenti che perdono il lavoro senza volerlo.
- A chi spetta
- A chi perde il lavoro senza volerlo — contratto scaduto, licenziamento, dimissioni per giusta causa
- Quanto lavoro serve
- 13 settimane — di contributi negli ultimi 4 anni
- Quanto prendi
- Il 75% della paga — fino a 1.456,72 € al mese, più il 25% del resto; al massimo 1.584,70 € lordi nel 2026
- Quanto dura
- Metà del tempo lavorato — negli ultimi 4 anni, al massimo 24 mesi
- Entro quando chiederla
- 68 giorni — dalla fine del lavoro, poi il diritto si perde
- Quanto costa la domanda
- Niente — online, al patronato o per telefono
Quando spetta
Il contratto è scaduto
Un contratto a termine che finisce e non viene rinnovato: è il caso più comune. Vale anche per i dipendenti pubblici a tempo determinato, come i supplenti.
Ti hanno licenziato
Per qualsiasi motivo, anche disciplinare. Se accetti l’offerta di conciliazione del datore di lavoro, la NASpI resta.
Ti dimetti per giusta causa
Stipendio non pagato, mansioni peggiorate, trasferimento senza ragione, mobbing o molestie: la NASpI spetta, se dimostri che contesti il datore di lavoro.
Aspetti un bambino
Chi si dimette durante la gravidanza o prima che il bambino compia un anno ha la NASpI come in caso di licenziamento. Vale anche per il papà in congedo di paternità e per chi adotta; per colf e badanti l’INPS di solito non la riconosce.
Quando non spetta
- Se ti dimetti per una scelta tua, anche per un altro lavoro.
- Se vi accordate per chiudere il rapporto, tranne che all’Ispettorato del lavoro dopo un licenziamento annunciato o per non accettare un trasferimento a più di 50 km da casa.
- Se smetti di andare al lavoro: dopo più di 15 giorni di assenza ingiustificata, o di più se il contratto collettivo dà un termine più lungo, il datore di lavoro può considerarti dimesso.
- Ai dipendenti pubblici a tempo indeterminato. Operai agricoli e collaboratori hanno indennità diverse: la disoccupazione agricola e la DIS-COLL.
Dimissioni per giusta causa e NASpI
Ti dimetti per giusta causa quando è il datore di lavoro a rendere impossibile continuare: per l’INPS, per esempio, se non ti paga lo stipendio, se ti peggiora le mansioni, se ti trasferisce senza ragioni tecniche, organizzative o produttive, in caso di mobbing, molestie o offese da un superiore.
L’INPS però non si fida della parola: con la domanda di NASpI vuole vedere che contesti il datore di lavoro, con una diffida scritta, una richiesta all’Ispettorato del lavoro, una denuncia o un ricorso, e una dichiarazione con cui ti impegni a comunicare come finisce la vertenza. Se un giudice stabilisce che la giusta causa non c’era, l’INPS si riprende la NASpI.
Le dimissioni si danno online sul sito del Ministero del Lavoro, con SPID o CIE, scegliendo «giusta causa», oppure tramite un patronato o un sindacato; colf, badanti e dipendenti pubblici le danno invece per iscritto al datore di lavoro. Con la giusta causa non devi il preavviso.
Come fare domanda
- Online sul sito dell’INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite un patronato, gratis, o il Contact Center INPS: 803 164 da telefono fisso, gratis, o 06 164 164 da cellulare.
- Entro 68 giorni dalla fine del lavoro. Se la fai entro l’8° giorno, la NASpI parte dall’8° giorno; se la fai dopo, dal giorno dopo la domanda.
- La domanda vale anche come dichiarazione di disponibilità al lavoro: entro 15 giorni contatti il centro per l’impiego per firmare il «patto di servizio».
- Se trovi un altro lavoro mentre la prendi, lo comunichi all’INPS entro 30 giorni con il modulo NASpI-Com: con un reddito basso puoi tenerne una parte.
Come funziona il calcolo
Dicci com’è finito il lavoro
Contratto scaduto, licenziamento, dimissioni o accordo con il datore di lavoro.
Quanto hai lavorato e guadagnato
I mesi di lavoro degli ultimi 4 anni e lo stipendio lordo, anche a grandi linee.
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Domande frequenti sulla NASpI
Quando spetta la NASpI?
A chi perde il lavoro da dipendente senza volerlo: contratto a termine scaduto, licenziamento per qualsiasi motivo, dimissioni per giusta causa o durante la gravidanza e il primo anno del bambino. Servono almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.
Mi sono dimesso: mi spetta la NASpI?
Solo se ti sei dimesso per giusta causa, per esempio perché non ti pagavano lo stipendio, o durante la gravidanza e il primo anno del bambino. Con le dimissioni per una scelta personale la NASpI non spetta.
Quanto si prende di NASpI nel 2026?
Il 75% della paga media mensile degli ultimi 4 anni fino a 1.456,72 €, più il 25% della parte che la supera, con un massimo di 1.584,70 € al mese. Dal sesto mese l’importo cala del 3% ogni mese, dall’ottavo se hai almeno 55 anni. Sono cifre lorde: l’INPS trattiene l’IRPEF.
Quanto dura la NASpI?
La metà delle settimane di contributi degli ultimi 4 anni, tolte quelle già usate per una NASpI precedente: al massimo 24 mesi.
Entro quando devo fare domanda?
Entro 68 giorni dalla fine del lavoro: dopo, di regola, il diritto si perde. In alcuni casi il termine parte più tardi, per esempio se ti hanno pagato il preavviso senza fartelo lavorare. Prima la fai, prima arriva: entro l’8° giorno, la NASpI parte dall’8° giorno.
Se smetto di andare al lavoro mi licenziano e prendo la NASpI?
No. Dal 2025, dopo più di 15 giorni di assenza ingiustificata, o di più se il contratto collettivo dà un termine più lungo, il datore di lavoro può considerarti dimesso: è come se te ne fossi andato tu, e la NASpI non spetta.
Posso lavorare mentre prendo la NASpI?
Sì, entro certi limiti di reddito: devi comunicarlo all’INPS entro 30 giorni con il modulo NASpI-Com, e la NASpI si riduce. Con un reddito più alto si perde, ma per un contratto fino a 6 mesi viene solo sospesa.
Posso averla tutta insieme per aprire un’attività?
Sì, con la NASpI anticipata, se avvii un’attività in proprio. Dal 2026 l’INPS la paga in due rate: il 70% subito e il restante 30% più avanti.
NonViPago fa la domanda al posto mio?
No. Ti diciamo se la NASpI ti spetta, quanto prendi e cosa fare; la domanda la fai tu sul sito dell’INPS, oppure te la presenta gratis un patronato.
Il servizio costa qualcosa?
No. È gratuito e non serve creare un account: le risposte restano sul tuo dispositivo.
Fonti ufficiali
Contenuti verificati il 2 ottobre 2026. Le regole possono cambiare e ogni caso dipende dai fatti concreti.
Quanto ti spetta di NASpI?
Rispondi a qualche domanda: in un paio di minuti sai quanto prendi, per quanto tempo e entro quando fare domanda.
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