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Bonus TARI 2026: sconto del 25% con l’ISEE

Sconto automatico del 25% sulla tassa rifiuti con ISEE entro 9.530 euro. Chi ne ha diritto, perché non serve fare domanda e quando arriva in bolletta.

Aggiornato il · Revisionato da Michelangelo Luzi

Dal 2026 chi ha un ISEE sotto soglia paga il 25% in meno di TARI, e non deve chiederlo a nessuno: lo sconto è riconosciuto in automatico e compare direttamente sull’avviso di pagamento.

Si chiama bonus sociale rifiuti. ARERA stima una platea di circa quattro milioni di nuclei familiari.

Cos’è il bonus rifiuti

È l’equivalente, per la tassa sui rifiuti, dei bonus sociali che già esistono per luce, gas e acqua: una riduzione riconosciuta alle utenze domestiche in condizioni di disagio economico.

Nasce dall’articolo 57-bis del decreto-legge 124/2019, le modalità applicative sono nel DPCM del 21 gennaio 2025 n. 24 e le regole operative nella delibera ARERA 355/2025/R/rif. Il 2026 è il primo anno in cui viene effettivamente applicato.

Chi ne ha diritto

Il requisito è uno solo, ed è l’ISEE del nucleo familiare:

Non contano il tipo di casa, i metri quadri o il numero di occupanti: quelli servono a calcolare la TARI, non a stabilire il diritto al bonus. Se vuoi capire da dove esce l’importo su cui si applica lo sconto, la trovi spiegata in come si calcola la TARI.

Quanto vale

Lo sconto è del 25% della TARI dovuta, o della tariffa corrispettiva dove il comune ha adottato quella al posto del tributo.

Si applica sull’importo complessivo a carico dell’utenza, quindi su una TARI da 400 euro l’anno vale 100 euro, su una da 250 ne vale poco più di 62. In valore assoluto pesa di più dove la tassa è più alta.

Perché non serve fare domanda

È la differenza principale rispetto alle agevolazioni comunali, che vanno quasi sempre richieste entro una scadenza: il bonus rifiuti è riconosciuto in automatico. Non si presenta nessun modulo, né al comune né al gestore.

I dati viaggiano da soli: l’INPS, che ha l’ISEE, li trasmette al Sistema Informativo Integrato, che li mette a disposizione — anche tramite ANCI — del soggetto che emette l’avviso di pagamento nel tuo comune.

L’unica cosa che devi fare è avere un ISEE valido, cioè aver presentato la DSU, la dichiarazione sostitutiva unica. Si presenta gratuitamente all’INPS, online o tramite un CAF.

Diffida di chi ti chiede soldi per «attivare» il bonus o di messaggi che chiedono dati per farlo scattare: non esiste una pratica da fare, e quindi non esiste nessuno che possa farla al posto tuo. Le informazioni ufficiali sono sul sito di ARERA.

Quando arriva

Il bonus compare nel documento di riscossione, cioè nell’avviso di pagamento, che viene emesso entro giugno di ogni anno. Non è un rimborso e non è un accredito: è una voce in meno sull’importo da pagare.

La regola sui tempi è che lo sconto si applica nell’anno successivo a quello in cui hai presentato la DSU. L’ISEE ottenuto nel 2025 produce lo sconto sull’avviso del 2026; quello presentato nel 2026 varrà sul 2027.

Da qui una conseguenza pratica: se non hai mai presentato la DSU, presentarla oggi non ti fa recuperare l’avviso già emesso, ma mette in fila lo sconto per l’anno prossimo.

Se lo sconto non compare

Controlla nell’ordine: che la DSU sia stata effettivamente presentata e che l’attestazione ISEE non riporti omissioni o difformità, che l’ISEE risultante sia sotto la soglia dell’anno giusto, e che l’utenza TARI sia intestata al nucleo a cui l’ISEE si riferisce.

Se torna tutto e lo sconto non c’è, l’interlocutore è chi emette l’avviso: l’ufficio tributi del comune o il gestore indicato sul documento. La contestazione va fatta entro i termini indicati sull’avviso stesso, non quando capita.

Attenzione a una cosa: il bonus riduce la TARI dell’anno, non gli arretrati già passati in riscossione. Se per gli anni scorsi è arrivato un avviso di accertamento esecutivo o una cartella, quello segue regole sue — termini, vizi e difese sono in quando una cartella esattoriale è nulla, e il servizio dedicato è l’analisi gratuita della cartella.

Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere di un professionista abilitato sul singolo caso. Le soglie ISEE vengono aggiornate ogni anno: verifica il valore in vigore prima di contare sull’agevolazione.

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Domande frequenti

Chi ha diritto al bonus TARI 2026?

I nuclei familiari con ISEE entro 9.530 euro per lo sconto applicato nel 2026, soglia che sale a 9.796 euro per le DSU presentate dal 1° gennaio 2026. Il limite è di 20.000 euro per i nuclei con almeno quattro figli a carico. ARERA stima una platea di circa 4 milioni di nuclei.

Devo fare domanda per avere il bonus rifiuti?

No. Il bonus è riconosciuto in automatico: non si presenta nessun modulo al comune né al gestore. I dati viaggiano da INPS al Sistema Informativo Integrato e ad ANCI, fino al soggetto che emette l’avviso di pagamento. L’unica cosa che devi fare è avere un ISEE valido, cioè aver presentato la DSU.

Di quanto è lo sconto e su cosa si applica?

È una riduzione del 25% della TARI dovuta, o della tariffa corrispettiva dove il comune l’ha adottata. Si applica sull’importo complessivo a carico dell’utenza domestica: su una TARI da 400 euro l’anno lo sconto vale 100 euro.

Quando arriva lo sconto sulla TARI?

Il bonus compare direttamente nel documento di riscossione, cioè nell’avviso di pagamento, emesso entro giugno di ogni anno. Si applica nell’anno successivo a quello in cui è stata presentata la Dichiarazione Sostitutiva Unica: l’ISEE ottenuto nel 2025 produce lo sconto nel 2026.

Ho un reddito basso ma non ho presentato la DSU: perdo il bonus?

Sì. L’automatismo parte dall’ISEE, e senza DSU presentata non esiste un ISEE da cui far scattare il diritto. Nessuno lo calcola d’ufficio al posto tuo: la DSU si presenta gratuitamente all’INPS, online o tramite un CAF, e vale per l’anno in cui viene presentata.

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